Il criceto siberiano e il criceto russo sono tra i criceti più diffusi come animali domestici, ma anche tra i più fraintesi dal punto di vista scientifico. Per molti anni sono stati considerati la stessa specie, creando confusione che ancora oggi è molto comune. In questo articolo ripercorriamo la loro scoperta, la cattura per i laboratori, il passaggio a animali domestici, il periodo in cui sono stati ritenuti un’unica specie e, infine, le principali differenze.
Criceto siberiano (Phodopus sungorus)
Il criceto siberiano viene descritto scientificamente nel 1773 dal naturalista Peter Simon Pallas. Vive nelle steppe fredde della Siberia sud-occidentale, del Kazakistan e della Mongolia, adattandosi a climi rigidi e a forti escursioni termiche.
Criceto russo (Phodopus campbelli)
Il criceto russo viene identificato molto più tardi, nel 1905, dal zoologo Oldfield Thomas, che lo dedica al collezionista Charles William Campbell. Il suo habitat naturale comprende Asia centrale, Russia, Cina settentrionale e Mongolia, in zone più aride rispetto a quelle del siberiano.
La cattura e l’utilizzo nei laboratori
All’inizio del Novecento entrambi i criceti attirano l’interesse scientifico per:
- le dimensioni ridotte,
- la facilità di riproduzione,
- il comportamento gestibile.
Il criceto russo, in particolare, viene ampiamente utilizzato nei laboratori di ricerca, soprattutto per studi su:
- diabete,
- metabolismo,
- genetica.
Molti degli esemplari allevati in laboratorio diventeranno poi la base delle future linee da compagnia.
Da animale da laboratorio ad animale domestico
A partire dagli anni ’60–’70, sia il criceto siberiano sia il criceto russo iniziano a diffondersi come animali domestici in Europa e successivamente nel resto del mondo.
La loro popolarità cresce grazie a:
- aspetto tenero,
- dimensioni contenute,
- costi di mantenimento relativamente bassi.
Tuttavia, la selezione in cattività porta alla nascita di colorazioni non presenti in natura e a una progressiva perdita di alcune caratteristiche selvatiche.
La grande confusione: un’unica specie… e tanti nomi sbagliati
Per decenni, indicativamente dalla metà del Novecento fino agli anni ’80–’90, il criceto siberiano e il criceto russo vengono spesso considerati varianti della stessa specie.
Le ragioni principali erano:
- aspetto molto simile,
- dimensioni quasi identiche,
- possibilità di incrocio in cattività (ibridazione).
Solo con studi genetici più approfonditi si è confermato che si tratta di due specie distinte:
- Phodopus sungorus (siberiano)
- Phodopus campbelli (russo)
A complicare ulteriormente la situazione hanno contribuito i nomi comuni attribuiti in modo impreciso. In Italia il criceto russo viene spesso venduto come “orsetto russo” (denominazione puramente commerciale) o addirittura come “lemming”, anche se i lemming appartengono a gruppi di roditori completamente diversi.
Inoltre il criceto siberiano è anche conosciuto in Italia come “Russian Winter White”, nome che richiama la sua capacità di schiarire il mantello in inverno. Questa varietà di denominazioni ha alimentato equivoci sia tra i proprietari sia nel commercio.
Le differenze principali
Aspetto fisico
- Criceto siberiano: corpo più arrotondato, muso corto, occhi leggermente più grandi.
- Criceto russo: corpo più allungato, muso più appuntito.
Mantello
- Siberiano: può cambiare colore in inverno diventando quasi bianco (anche se negli esemplari domestici questo avviene raramente).
- Russo: non cambia colore stagionalmente.
Colore naturale
- Siberiano: grigio chiaro con sfumature argentee.
- Russo: marrone-grigiastro più caldo.
Carattere
- Siberiano: generalmente più docile e tranquillo.
- Russo: spesso più vivace e territoriale.
Salute
- Russo: maggiore predisposizione al diabete, soprattutto nelle linee domestiche.
- Siberiano: generalmente meno soggetto a questa patologia.
Un problema moderno: l’ibridazione
Oggi uno dei maggiori problemi è l’incrocio tra siberiano e russo negli allevamenti commerciali. Questi ibridi:
- non appartengono a una specie pura,
- possono avere problemi di salute,
- rendono difficile il riconoscimento corretto della specie.
Per il benessere dei criceti, è fondamentale conoscere le differenze e promuovere allevamenti responsabili.
Conclusione
Il criceto siberiano e il criceto russo condividono una storia intrecciata tra scienza, laboratori e vita domestica. Da specie selvatiche delle steppe asiatiche a compagni di casa, la loro distinzione è oggi chiara e importante. Conoscerne le origini e le differenze aiuta a garantire una gestione più consapevole e rispettosa del loro benessere.
