Quando pensiamo ai criceti come animali da compagnia, spesso non ci rendiamo conto di quanto recenti siano la loro scoperta e il loro addomesticamento. Questi piccoli roditori, tanto amati per il loro aspetto tenero e le loro abitudini curiose, non sono stati sempre parte del nostro mondo domestico. La loro storia è un perfetto esempio di come un animale selvatico possa passare dall’essere sconosciuto nella natura a diventare uno degli animali da compagnia più diffusi al mondo.
La fase di scoperta: l’incontro con il mondo scientifico
La fase di scoperta è quella in cui un animale viene per la prima volta riconosciuto dalla scienza e descritto formalmente. Nel caso dei criceti, questa fase si concentra principalmente sul criceto siriano.
Il criceto siriano (Cricetus auratus) venne descritto scientificamente nel 1839 e, pur non essendo la prima specie di criceto conosciuta, è stata la prima che è stata addomesticata. Nel 1839 lo zoologo britannico George Robert Waterhouse lo identificò come Cricetus auratus, nome che significa “capelli d’oro”, in riferimento al colore del suo mantello. Questo animale viveva nelle regioni aride del Nord della Siria e del sud della Turchia, dove scavava intricate tane sotterranee per proteggersi dal clima estremo e dai predatori.
Questa prima fase non si concentrava ancora sul rapporto tra criceti e esseri umani, ma piuttosto sulla loro presenza nel mondo naturale e sulla catalogazione della specie. Fu qui che la scienza riconobbe per la prima volta l’esistenza del criceto siriano come specie distinta, gettando le basi per tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
La fase di addomesticamento: l’inizio del legame con l’uomo
Nel 1930, il zoologo Israel Aharoni della Hebrew University di Gerusalemme guidò un’esplorazione nei pressi di Aleppo, Siria, alla ricerca di criceti selvatici per uso scientifico. Qui catturò una femmina di criceto siriano con la sua cucciolata. Questi roditori furono portati in laboratorio e iniziarono a riprodursi con successo.
Questa cucciolata, e in seguito quelle derivate da essa, costituisce la base genetica di tutti i criceti siriani domestici che conosciamo oggi. Dal laboratorio di Gerusalemme, i loro discendenti furono inviati in altri laboratori e allevamenti in tutto il mondo, dando così inizio a un’intensa attività di allevamento e diffusione.
Negli anni ’40, i criceti siriani erano già un animale da compagnia popolare negli Stati Uniti e in Europa, grazie alla loro facilità di cura, temperamento relativamente docile e dimensioni gestibili.
La creazione delle diverse razze domestiche
Anche se tutti i criceti siriani domestici discendono dagli animali catturati in Siria nel 1930, negli anni successivi sono state sviluppate varietà e razze diverse attraverso la selezione artificiale. Oggi presenta una grande varietà di colori e tipologie di pelo, come mantelli dorati, crema, grigi, neri e combinazioni, oltre a varietà di pelo lungo (spesso chiamato “teddy bear”).

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